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Presentiamo da oggi una serie di articoli di esperti del mondo della Vela. Cominciamo con l'amico Paolo Carnevali, Istruttore di terzo livello FIV e insegnante presso la sezione velica dell'Accademia Navale di Livorno.
Il brano è tratto dal libro " Manuale di perfezionamento alla vela ", autore Palo Carnevali, di prossima pubblicazione.
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Strategia e Tattica di Regata
Strategia
Ultimamente sentiamo spesso parlare di strategia e tattica di regata ma cosa sono effettivamente? Con parole semplici possiamo affermare che in queste due parole si concentrano le scelte che un equipaggio mette in opera ogni qualvolta si confronta sportivamente per riuscire a prevalere su uno o più avversari. La strategia, specificatamente, produce la scelta del bordo o dei bordi in relazione alle condizioni metereologiche che, anche nel corso di una regata breve, hanno lievi o consistenti variazioni; le oscillazioni e rotazioni del vento, l’intensità mutevole dello stesso, la direzione e la forza della corrente, lo stato del mare (differenti tipi di onda) determinano scelte che l’equipaggio deve assolutamente valutare per cercare di esprimere per il miglior risultato all’arrivo in una regata. Le valutazioni fatte, e quindi le scelte operate, determinano quasi sempre la buona riuscita e quindi il risultato; questa affermazione può sembrare ovvia ma in verità riassume e differenzia le capacità marinaresce dello “sfruttamento” degli elementi naturali come il vento, la corrente, l’onda da parte di un equipaggio rispetto ad un altro. Tale capacità non va assolutamente confusa con l’abilità di messa a punto della barca: sebbene sia fondamentale saper far esprimere la miglior velocità essa è un fattore determinante al fine del risultato ma rispetto alla strategia di regata può essere considerata di importanza inferiore; è sicuramente notevole vantaggio essere veloci per lo meno quanto gli altri o appena più ma è inutile se il bordeggio che sviluppiamo durante la regata è sbagliato o insufficiente. Con questo si vuole affermare un importante concetto che molti velisti esperti già conoscono ma che è necessario far capire a chi inizia un’attività velica soprattutto ad alto livello: tutti attraverso la continua esperienza ed il confronto riescono a mettere a punto la propria barca a seconda delle condizioni meteo, con esclusive sottili differenze dovute alle caratteristiche personali dell’ equipaggio che hanno il risultato di far essere mediamente veloci in ogni momento riuscendo a mantenere una difficile ma fondamentale performance costante, che è poi quella che determina una buona velocità nell’arco temporale della regata. Essendo quindi molto vicine le velocità degli scafi, la strategia, che comprende naturalmente una buona partenza e scelta dei bordi, determinerà la bravura di un equipaggio.
Tattica
Le persone meno esperte possono confondere o considerare sinonimi strategia e tattica; anche se strettamente legate la strategia si occupa, come abbiamo descritto, dei fattori strettamente legati alla capacità di sfruttare le variabili del vento, corrente e stato del mare, mentre la tattica è rivolta specificatamente all’avversario/i, sia che si tratti di regate di flotta che in un macth-race. La strategia interagisce con la tattica, proponendo le soluzioni o i vantaggi che la variabilità meteo prevede ma il tutto, in una regata, dovrà essere relazionato, in tempo reale, alle mosse degli avversari o del singolo, per mantenere la posizione o recuperare posizioni. Non è difficile che strategia e tattica in alcuni momenti possano essere in contrasto: al fine, ad esempio, di mantenere, ad esempio, la leadership di una regata non è insolito lasciare la parte strategicamente migliore del campo per controllare uno o più avversari che stanno navigando dalla parte, in quel momento sfavorevole. Tutto questo si può tradurre in un vantaggio che non s’incrementa ma che dà possibilità di controllo e sicurezza per mantenere la posizione. Così detto risulta molto semplice, ma il decidere tra strategia e tattica, anche se non dovrebbe, talvolta porta a commettere errori: la soluzione non esiste date le variabili che il campo di regata può presentare, ma possiamo affermare che il giusto equilibrio tra strategia e tattica porta sempre ad un buon risultato anche se il limite di una o dell’altra è molto difficile da determinare specialmente quando i valori in campo sono alti e si equivalgono.
La particolarità di questo sport di destrezza (e potremmo affermare anche la sua bellezza) può talvolta essere “aiutato” dalla fortuna così come la mala sorte incidendo più o meno sul risultato ma alla fine, alla luce dei risultati, si riscontra sempre che i più bravi riescono a prevalere eludendo facili conclusioni.
Riassumendo, comunque tutti sono d’accordo con questa massima: “Non esiste regata ove qualcuno non commetta errori strategici, tattici o di manovra; vince chi ne commette meno!”
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